Il credito d’imposta Transizione 5.0 offre alle aziende italiane 12,7 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, di cui 6,3 miliardi provenienti dal PNRR. L’incentivo è pensato per sostenere investimenti che uniscano automazione, interconnessione e risparmio energetico, con ricadute positive anche sull’ambiente e sulla riduzione delle emissioni.

Chi può accedere

Possono beneficiare tutte le imprese con sede in Italia, indipendentemente da settore e dimensione, comprese le stabili organizzazioni italiane di società non residenti. Gli interventi devono essere completati entro il 31 dicembre 2025 e garantire una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3 % a livello di intero plesso produttivo o del 5 % per le linee di processo interessate.

Investimenti ammessi

Il bonus incentiva l’acquisto di beni materiali e immateriali nuovi, interconnessi ai sistemi di produzione o alla rete di fornitura, in linea con gli Allegati A e B della Legge 232/2016. Rientrano anche gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili diverse dalle biomasse, comprensivi di sistemi di accumulo. Per i moduli fotovoltaici, il credito è riservato a quelli prodotti nell’Unione Europea e classificati per efficienza: la base di calcolo può essere aumentata fino al 150 % sul valore di acquisto. La formazione del personale sulle tecnologie digitali ed energetiche è ammessa fino al 10 % del valore degli investimenti, con un tetto di 300.000 euro per azienda.

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Modalità di accesso

L’impresa invia al GSE una comunicazione ex ante, corredata da una diagnosi energetica certificata che quantifichi i risparmi attesi. Dopo l’acquisto dei beni (con acconto minimo del 20 %), si realizza il progetto e, a lavori conclusi, si trasmette al GSE la certificazione ex post redatta da Esperti in Gestione dell’Energia (EGE UNI 11339) o ESCo qualificate (UNI 11352) che attesti i risparmi effettivi.

Calcolo del credito e vincoli

La percentuale di agevolazione varia in base alla classe di risparmio energetico e al volume di investimenti annui:

Classe I (3–5 %): 35 % fino a € 10 M; 5 % tra € 10–50 M
Classe II (6–10 %): 40 % fino a € 10 M; 10 % tra € 10–50 M
Classe III (10–15 %): 45 % fino a € 10 M; 15 % tra € 10–50 M

Il credito non è cumulabile con il piano Industria 4.0 (Legge 178/2020), ma è compatibile con gli incentivi ZES, ZLS e con gli aiuti UE che non finanzino le stesse spese.

Ricaduta ambientale e strategia multisito

Oltre al risparmio energetico, Transizione 5.0 promuove la riduzione della CO₂ e di altri gas serra, contribuendo agli impegni nazionali di sostenibilità. Le imprese possono misurare l’impatto ambientale sull’intero plesso produttivo o concentrarsi su singole linee di processo, scegliendo la soluzione più adatta alla propria organizzazione.

Una leva per innovare sosteni­bilmente

Con Transizione 5.0 le imprese italiane hanno l’occasione di aggiornare macchinari, potenziare la digitalizzazione dei processi e abbattere i consumi energetici, rafforzando la competitività sul mercato globale. Il meccanismo incentivante, ancorato a rigorosi processi di certificazione e rendicontazione, garantisce trasparenza e efficacia, spingendo verso una ripresa industriale davvero green.

Per dettagli e modulistica, consultare il sito delMinistero delle Imprese e del Made in Italye il portale delGSE.

Per un supporto sulle procedure per accedere agli incentivi e intraprendere la rivoluzione digitale, potete rivolgervi aMontecapital.

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