Riceviamo e pubblichiamo

Resoconto della presentazione del libro – UniSOB MediaLab Talks, 24 ottobre 2025 – Biblioteca Pagliara, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli

Il secondo incontro del ciclo UniSOB MediaLab Talks, promosso dal Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, si è svolto il 24 ottobre 2025 presso la Biblioteca Pagliara. Al centro dell’appuntamento, la presentazione del volume Dentro l’Infosfera. Manuale di Media Intelligence e Social Media Intelligence di Eugenio Iorio e Antonio Ruoto (Libreria Universitaria, 2025), che ha offerto al pubblico un momento di confronto critico sulle dinamiche che definiscono l’ecosistema informativo e culturale contemporaneo.

L’iniziativa, accolta con grande interesse da studenti, docenti e professionisti della comunicazione, si inserisce nel programma di incontri in corso tra ottobre e novembre, dedicati ai temi della trasformazione digitale, dell’intelligenza artificiale, della media intelligence e dei nuovi modelli di comunicazione pubblica. I MediaLab Talks nascono infatti come un laboratorio di dialogo aperto, in cui il sapere accademico incontra la pratica professionale per esplorare le sfide della società dell’informazione.

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Nel dialogo con il pubblicocoordinato e moderato dalla studentessa Paola Reale, gli autori hanno offerto una chiave di lettura originale dell’infosfera, intesa non come semplice ambiente tecnologico ma come spazio antropologico e cognitivo, dove reale e digitale si fondono in un continuum informazionale.

“Abitare l’infosfera”, ha sottolineato Eugenio Iorio, “significa vivere in un ambiente in cui la conoscenza è il risultato dell’interazione costante tra uomo, macchina e flussi di dati. È una trasformazione che non riguarda solo la tecnologia, ma la mente e la cultura.”

Da questa prospettiva nasce il concetto centrale del volume: la media intelligence come nuovo alfabetismo della cittadinanza digitale. In un’epoca segnata da infodemia e disinformazione, l’intelligenza mediale diventa una competenza essenziale per orientarsi nel flusso informativo globale. Come ha spiegato Antonio Ruoto, “un approccio intelligente alla complessità mediale non nasce dal timore, ma dalla comprensione: significa imparare a leggere i media come fenomeni culturali e cognitivi, non solo come strumenti tecnologici”.

Uno dei passaggi più apprezzati dell’incontro ha riguardato la riflessione sulla morfologia dell’infosfera, che gli autori descrivono come un sistema in equilibrio tra entropia e sintropia. Invece di cercare di semplificare il caos informativo, Iorio invita a “abitare la complessità”, sviluppando la capacità di pensare in modo sistemico, cogliendo le connessioni invisibili tra fenomeni apparentemente distanti. “La complessità — ha ricordato — non è un ostacolo, ma la condizione naturale della conoscenza nel nostro tempo.”

L’attenzione si è poi spostata sul ruolo degli algoritmi, analizzati come veri e propri attori narrativi che partecipano alla costruzione del reale. Gli algoritmi, ha osservato Iorio, “non si limitano a diffondere informazioni: selezionano, filtrano e organizzano la realtà. Così facendo, contribuiscono a ridefinire ciò che consideriamo vero.” Da qui il concetto di re-ontologizzazione della realtà, con cui gli autori descrivono il processo attraverso cui le tecnologie non rappresentano più il mondo, ma lo trasformano, riscrivendone continuamente i confini.

Un’altra parte significativa dell’incontro ha riguardato la reputazione digitale, che nel volume viene interpretata come costruzione narrativa collettiva e non come semplice insieme di indicatori numerici. Gli autori propongono un modello analitico che unisce dati quantitativi (metriche, sentiment, engagement) e dimensioni qualitative (valori, fiducia, coerenza), per restituire una comprensione più autentica dei processi reputazionali. “La reputazione — ha spiegato Ruoto — è una forma di conoscenza sociale che nasce dalla relazione tra le persone e i sistemi informativi. Non è un numero, ma un racconto condiviso.”

Nel corso del dibattito è emerso chiaramente come la media intelligence rappresenti una sintesi evolutiva delle scienze sociali e delle tecnologie digitali: un approccio ibrido che combina la sensibilità interpretativa dell’analisi qualitativa con la potenza computazionale dei big data. “L’intelligence, nel contesto della comunicazione, non è solo raccolta di informazioni,” ha affermato Iorio, “ma un metodo di conoscenza che unisce osservazione, interpretazione e decisione informata. È un’intelligenza distribuita, capace di cogliere come i significati si muovono nella società connessa.”

Particolarmente stimolante è stata la sezione dedicata alla data visualization, interpretata come linguaggio cognitivo e non come semplice decorazione grafica. Gli autori hanno sottolineato come il design dei dati debba “aiutare a pensare, non solo a guardare”, rendendo visibili le relazioni nascoste e restituendo profondità ai fenomeni complessi. “Una buona visualizzazione — ha ricordato Ruoto — non semplifica la realtà, ma la illumina.”

Nel dialogo conclusivo, gli autori hanno invitato a riflettere sul tema della lucidità nell’era dell’iperconnessione: restare lucidi significa imparare a filtrare, selezionare e sostare, coltivando lentezza e attenzione in un mondo dominato dalla velocità e dalla distrazione. “La lucidità,” ha detto Iorio, “è una forma di igiene cognitiva: la capacità di creare silenzio per comprendere.”

Il pubblico ha partecipato con vivo interesse, ponendo domande sulle implicazioni etiche della ricerca nei media digitali, sull’uso dell’intelligenza artificiale e sulle prospettive future della media intelligence come disciplina e come pratica formativa. Gli autori hanno insistito sull’importanza di un approccio adattivo e interdisciplinare, capace di integrare strumenti quantitativi e qualitativi, tecnologia e interpretazione, rigore e flessibilità.

Il secondo appuntamento dei MediaLab Talks ha dunque confermato la vocazione dell’Ateneo napoletano come centro di riflessione avanzata sui processi comunicativi contemporanei. Dentro l’Infosfera non è solo un manuale accademico, ma un invito a ripensare la conoscenza e la cittadinanza nell’era digitale, a comprendere la logica dei media per restare protagonisti consapevoli di un mondo sempre più interconnesso.

Con questo incontro, il ciclo degli UniSOB MediaLab Talks prosegue nella direzione di un’università che non trasmette soltanto saperi, ma li rigenera nel dialogo con la realtà, offrendo agli studenti e alla comunità uno spazio di confronto attivo sulle sfide del presente e sulle nuove frontiere della conoscenza.

Autore: Eugenio Iorio