Riassunto

Il Presidente Xi Jinping, nel suo discorso rivolto al presidente degli USA Donald Trump, parla dell'importanza di abbandonare le vecchie logiche politiche conflittuali della competizione tra stati per passare a quella di una cooperazione internazionale, su vasta scala, in una visione Comune di cura degli interessi socio-economici planetari collettivi.
Di fatto, enuncia il concetto chiave esposto dall'accademico Pontificio Mauro Alvisi nel proprio "Trattato Generale della ConCuranza". Ne parliamo in una intervista rilasciata dall'Autore.

DaMo

Di seguito l’intervista rilasciata dal Professor Mauro Alvisi, autore del “Trattato Generale della ConCuranza” (M.Alvisi 2022), dopo che il Presidente cinese Xi Jinping, nel suo discorso rivolto al presidente degli USA Donald Trump, ha parlato dell’importanza di abbandonare la vecchia e superata politica conflittuale della competizione tra stati per passare a quella di una cooperazione internazionale, su vasta scala, nel segno della Comune cura di interessi socio-economici planetari collettivi.

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Di fatto, enuncia il concetto chiave esposto dal Prof. Alvisi nel proprio Trattato.

E’ solo un caso o il concetto della ConCuranza inizia a diffonosarsi nelle coscienze e le visioni politiche universali?

Nell’intervista abbiamo approfondito l’argomento proprio con l’autore del Trattato, il Prof. Mauro Alvisi.

Professor Alvisi, il mondo è in piena evoluzione, non senza sorprese. Da molte parti assistiamo a nuove guerre, da altre parti guerre di cui all’orizzonte non si vede la fine. E poi assistiamo a quello che molti non si aspettano, ma che diversi osservatori più attenti aspettavano da tempo, dai leader delle grandi potenze, Russia e Cina, arrivano segnali di distensione. Il Presidente Putin in più occasioni tende un ramoscello di ulivo in segno di pace verso gli Usa e verso l’Europa per chiudere la questione Ucraina, salvo assistere ad una Europa rivelatasi “guerrafondaia” che intende proseguire la guerra. Addirittura avviando una corsa al riarmo, dimenticando che lo stesso percorso effettuato un secolo fa ci ha portati al drammatico secondo conflitto mondiale. Dal lato cinese un avvenimento che è ancora più di impatto. Il Presidente Xi Jinping incontrando Trump a Pechino ha parlato dell’importanza di abbandonare la vecchia e superata politica conflittuale della Competizione tra stati per passare a quella di una Cooperazione internazionale, su vasta scala, nel segno della Comune cura di interessi socio-economici planetari collettivi. Seguendo di fatto il nuovo Paradigma di Intelligenza Sociale da Lei presentato al mondo nel “Trattato Generale della ConCuranza”. Sembra che qualcuno gli abbia suggerito la lettura del Suo Trattato e Xi Jinping ne abbia colto in pieno il senso. Partendo da questo, vorrei fare con Lei delle valutazioni di approfondimento e raccogliere il Suo punto di vista, per spiegare questo cambiamento di approccio, direi epocale, introdotto dal Presidente cinese. Quale è il primo pensiero che Le venuto in mente?

Alvisi – ” Il tipo di discorso pronunciato davanti a Trump da Xi è un cambio di registro diplomatico grosso, passa dalla logica della “competizione a somma zero” alla “cooperazione a somma positiva”.

Questo vuol significare che stiamo assistendo ad un cambio d’epoca, vorrei analizzarlo con Lei per capirne gli effetti da attendersi, in tre differenti livelli:

quello teorico;

nella pratica geopolitica;

per una fattibilità pratica ed attuativa.

Iniziamo da una valutazione dell’operatività del Paradigma di Intelligenza Sociale e la ConCuranza. Nel “Trattato Generale della ConCuranza” la cooperazione non è solo etica, ma un sistema operativo. Questo come può tradursi in meccanismi concreti tra Stati con interessi divergenti como USA e Cina?

Alvisi – “La ConCuranza non è buonismo. È un protocollo operativo, ogni attore, Stato o azienda, deve rendere esplicito quale ‘cura’ porta al sistema. USA e Cina non devono smettere di competere, ma ridefinire l’arena. Non più su chi schiaccia l’altro, ma su chi genera più valore condiviso su clima, salute, IA etica. Il meccanismo è il contratto di con-cura multilaterale, con verifiche terze e clausole di uscita.”

Pensa ci sia della sincerità strategica da parte Xi Jinping?

Alvisi – “Il discorso di Xi è coerente con la storia cinese, passare da ‘guerra tra Stati combattenti’ a ‘ordine armonico’. Che sia tattico o strategico lo vediamo da tre segnali, l’apertura dei dati sulle emissioni, joint venture tecnologiche non vincolanti, e riduzione delle esercitazioni militari nello Stretto. Se non arrivano, è solo narrazione.”

Allora accettiamo per un attimo che Xi Jinping sia sincero. Nel suo discorso ha pronunciato parole chiare ed espresso volontà concrete, ma secondo Lei quanta compatibilità c’è tra la Cooperazione ConCurante e il modello cinese.

Alvisi – “La ConCuranza non chiede alla Cina di diventare liberale. Chiede di ridefinire l’interesse nazionale in termini di stabilità sistemica. Taiwan è il test, se la ‘riunificazione’ diventa un processo di cura della popolazione taiwanese, regge. Se resta annessione, il paradigma salta.”

Allarghiamo l’orizzonte di valutazione. In un mondo in cui si assiste all’evento del blocco del processo di globalismo così come era avviato, io aggiungo per fortuna, e nascono nuovi poli aggregativi come i BRICS+ , contemporaneamente si assiste all’allargamento del Sud Globale, il quale giustamente rivendica un proprio ruolo politico nella scena globale, pensa che questi nuovi attori possono essere protagonisti nel favorire processi attuativi per l’introduzione e la diffusione della ConCuranza?

Alvisi – “Sì, la ConCuranza è il linguaggio che i BRICS+ possono usare contro l’ordine occidentale. Non è anti-Occidente, è post-Occidente, sposta il baricentro dal dominio alla manutenzione del sistema. Per questo piace al Sud Globale, che ha pagato il prezzo della competizione.”

Nello scenario attuale resulta evidente una asimmetria di potere. In tale situazione non pensa ci sia il rischio che il concetto di ConCuranza venga ostacolato da qualcuno degli attori o, al contrario, trovi condizioni favorevoli per la sua diffusione, ma venga applicato per accrescere l’asimmetria?

Alvisi – “Il rischio esiste. Per questo la ConCuranza introduce il principio di ‘asimmetria compensata’, chi ha più potere assume oneri maggiori, ma ottiene riconoscimento simbolico e stabilità di lungo termine. È l’opposto del ‘chi vince prende tutto’. Senza questo, la cooperazione crolla.”

Un detto americano recita che l’unica cosa gratis al mondo è il pasto avvelenato che ricevono i topi, tutto il resto si paga. Con un approccio economico e non concurante, Le chiedo di volerci indicare chi paga i costi della Cooperazione secondo il principio della ConCuranza.

Alvisi – “Li paga chi oggi estrae valore senza reinvestire. Le grandi potenze devono accettare un ‘tributo sistemico’ sotto forma di trasferimenti tecnologici, debito climatico, accesso ai mercati. In cambio ottengono meno instabilità e più legittimità. È un calcolo di lungo termine.”

In un mondo ormai abituato a misurare tutto con unità di misure quantitative e numeriche sembra non esserci spazio per le misurazioni qualitative. Nella competizione tradizionale misuriamo PIL, PIL militare, quote di mercato, con la ConCuranza, quali indicatori usiamo per capire come attuarla, quale è il metodo per monitorarne il livello progressivo di attuazione e come evolve l’operatività?

Alvisi – “Il modello contempla metodi di misurazione della propria operatività. Faccio degli esempi per espresso la logica di misurazione contemplati nel Trattato Generale della ConCuranza. Il PIL è un indicatore di estrazione, non di cura. Nella ConCuranza usiamo 3 indici: Indice di Resilienza Collettiva: capacità del sistema di reggere shock globali. Indice di Interdipendenza Positiva: quanto il benessere di A aumenta il benessere di B. Indice di Riduzione del Debito Sistemico: debito ecologico, sanitario, sociale. Se questi salgono insieme, la cooperazione è reale. Se no, è retorica.”

Lasciamo da parte le specificità territoriali e politiche mondiali. Con una valutazione generale dobbiamo però tener conto che negli apparati statali c’è della “resistenza interna” verso il cambiamento. Si voglia per il mantenimento di interessi consolidati o per la paura di uscire dalla propria zona di confort. Come si oltrepassa questo ostacolo?

Alvisi – “Ogni burocrazia difende il proprio mandato. Per questo la ConCuranza propone ‘unità di transizione’ dentro i ministeri, piccoli gruppi con mandato di ridisegnare politiche secondo l’indice di cura, bypassando l’inerzia. Senza questo, resta teoria.”

Ultimamente Peter Thiel, il fondatore di Palantir, nell’incontro tenutosi a Roma, ha chiaramente affermato che la democrazia non è compatibile con la libertà. Introdurre i nuovi concetti della Cooperazione Concurtante e renderli applicabili, quanta compatibilità hanno con gli attuali livelli di democrazia, concetti fortemente in crisi e altrettanto fortemente minacciati nella pratica.

Alvisi – “Il problema non è la democrazia, è il ciclo elettorale corto. La soluzione è creare istituzioni di con-cura sovra-elettorali, tipo banche centrali, con mandato lungo e rendicontazione pubblica. Altrimenti il politico razionale farà sempre la scelta competitiva a 2 anni.”

Inoltre, mentre saluto e ringrazio il Prof. Alvisi per la concessione dell’intervista, ha il tempo per lasciarci un altro concetto contemplato nella visione della Cooperazione ConCurante.

“L’impianto della ConCuranza sposta il focus da “vincere contro” a “mantenere insieme” ”.

Intento condivisibile e di cui non si può che auspicare la diffusione.

DaMo