Dalla Redazione  – DaMo

Ancona si prepara ad accogliere un appuntamento di grande rilievo storico e culturale: la seconda edizione di “Pentàpolis – The Byzantine Trail”, in programma alla Pinacoteca Civica “F. Podesti”.

Un evento che assume un significato ancora più profondo alla luce del recente riconoscimento della città come Capitale Italiana della Cultura 2028, proiettandola al centro del dialogo mediterraneo e delle relazioni adriatiche.

Pubblicità

Il convegno, promosso dall’Accademia Reinart e patrocinato dal Comune di Ancona e dai Consigli Regionali delle Marche e del Molise, intende esplorare le antiche connessioni tra le popolazioni delle due sponde dell’Adriatico, mettendo in luce le influenze bizantine che hanno modellato arte, architettura, identità e tradizioni delle comunità costiere.

Il cuore del convegno è dedicato alla Pentapoli bizantina, un sistema urbano che, tra tarda antichità e medioevo, si sviluppò in forma speculare sulle due sponde del mare Adriatico. Sul versante dalmata comprendeva Zara, Spalato, Ragusa (ora Dubrovnik), Traù e Cattaro (Kotor);

su quello italico, la città di Ancona ne rappresentava il fulcro.

Una struttura speculare che testimonia un’antica rete di scambi, influenze e migrazioni che hanno lasciato tracce profonde nella cultura adriatica dei popoli italici e dalmati.

Uno degli aspetti più affascinanti del convegno è l’attenzione dedicata al Molise, regione che conserva ancora oggi alcune delle più importanti minoranze linguistiche slave d’Italia. Nel XVI secolo, infatti, gruppi di profughi dalmati approdarono sulle coste molisane, fondando comunità che hanno mantenuto nei secoli lingua, tradizioni e identità culturale.

Tra i centri più noti spiccano Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise, dove si parla ancora oggi un dialetto di origine croata, tutelato dalla legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche. La presenza di queste comunità rappresenta un unicum nel panorama italiano e un ponte vivente tra le due sponde dell’Adriatico.

Il programma del convegno vede la partecipazione di numerosi studiosi della diaspora adriatica, tra cui spiccano i relatori provenienti dal Molise, chiamati a raccontare la storia e la persistenza delle comunità slave dell’entroterra adriatico.

Tra questi:

  • Patrizio Perazzelli, che approfondirà la storia dei popoli della Dalmazia e le loro migrazioni verso l’Italia e dei riferimenti storici, linguistici e delle tradizioni, ancora evidenti in altri centri che seppur hanno abbandonato l’uso della lingua di origine croata, conservano tracce evidenti delle loro origini, tra questi Tavenna e Palata;
  • Rino John Gliosca, che presenterà le corrispondenze storiche tra Giovanni de Rubertis e Graziadio Isaia Ascoli, fondamentali per lo studio dell’enclave slava di Acquaviva Collecroce;
  • altri studiosi molisani impegnati nella tutela delle minoranze linguistiche e nella valorizzazione del patrimonio culturale adriatico.

La loro presenza sottolinea il ruolo del Molise come crocevia culturale e custode di una memoria che unisce Italia e Balcani.

Un evento internazionale tra storia, identità e diplomazia culturale che si aprirà con i saluti istituzionali delle autorità regionali e comunali, tra cui Marco Ausili, Marta Paraventi e il vicesindaco Giovanni Zinni. La partecipazione di rappresentanze diplomatiche e ordini storici – come il Console Onorario di El Salvador Maurizio Morganti Marchetti e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – conferisce all’evento una dimensione internazionale.

Il convegno mira a costruire un percorso narrativo condiviso, capace di superare i confini moderni e recuperare la trama di relazioni che ha unito per secoli le comunità adriatiche e ipotizzare proiezioni per lo sviluppo di più intensi rapporti fondati su visioni condivise.

L’appuntamento si inserisce perfettamente nel percorso che porterà Ancona a diventare Capitale Italiana della Cultura 2028. La città si propone come laboratorio di dialogo mediterraneo, luogo di incontro tra identità diverse e custode di una storia che continua a parlare al presente.

Il convegno “Pentàpolis – The Byzantine Trail” rappresenta dunque non solo un evento culturale, ma un tassello importante nella costruzione di una visione condivisa dell’Adriatico come spazio di scambi, contaminazioni e memorie comuni.