Dopo settimane di attesa e incertezza, il Conto Termico 3.0 si avvia verso la riapertura del suo sportello telematico. Il Portaletermico 3.0, sospeso dal 3 marzo a causa dell’enorme volume di richieste – circa 1,3 miliardi di euro in un solo mese – potrebbe tornare operativo già dal 13 aprile, secondo le anticipazioni fornite dall’amministratore delegato del GSE. Una data definita “verosimile”, che lascia intendere la possibilità di un lieve slittamento, ma comunque di una ripartenza imminente.

La sospensione era stata motivata dalla necessità di effettuare verifiche istruttorie e garantire il rispetto dei limiti di spesa annuali, fissati a 900 milioni di euro: 500 destinati ai privati (di cui 150 riservati alle imprese) e 400 alle pubbliche amministrazioni, con una quota specifica per le diagnosi energetiche.

Nel frattempo, portali specializzati hanno registrato un forte aumento di richieste di supporto, segno che il mercato, pubblico e privato continuano a mostrare interesse per la misura agevolativa e imprese, PA ed ESCo stanno cercando di prepararsi al meglio alla riapertura.

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Il Conto Termico 3.0 conferma un impianto inclusivo, rivolto a una platea ampia di beneficiari: pubbliche amministrazioni, enti del Terzo Settore, soggetti privati, imprese, ESCo e persino Comunità Energetiche Rinnovabili e gruppi di autoconsumo, purché il richiedente abbia la disponibilità dell’immobile oggetto dell’intervento.

Per le imprese, tuttavia, il quadro è più articolato. Gli interventi di efficienza energetica (Titolo II) sono ammessi solo sugli edifici del Terziario, mentre quelli relativi alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III) possono essere realizzati anche su immobili residenziali. Una distinzione che richiede attenzione nella fase di progettazione che spesso porta le aziende a rivolgersi a consulenti o a piattaforme specializzate per verificare la corretta ammissibilità.

Una delle principali novità del Conto Termico 3.0 riguarda l’ampliamento degli interventi ammessi negli edifici del Terziario. Oltre alle classiche misure di isolamento termico e sostituzione degli infissi, il GSE apre agli interventi coordinati che integrano:

  • schermature solari e sistemi di ombreggiamento;
  • trasformazione degli edifici in NZEB (Nearly Zero Energy Building, ovvero Edificio a Energia Quasi Zero);
  • sostituzione dell’illuminazione interna ed esterna;
  • sistemi di building automation, termoregolazione e contabilizzazione;
  • infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, ma solo se abbinate alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompe di calore;
  • impianti fotovoltaici con accumulo, anch’essi ammessi solo se integrati con pompe di calore.

La logica è chiara: favorire interventi integrati e sinergici, capaci di generare un miglioramento energetico significativo e misurabile.

Sul fronte della produzione di energia termica da fonti rinnovabili, il GSE conferma un approccio ampio e tecnologicamente neutrale. Sono incentivabili:

  • pompe di calore elettriche o a gas, anche per ACS (Acqua Calda Sanitaria);
  • sistemi ibridi factory made e soluzioni bivalenti;
  • generatori a biomassa, anche per serre, fabbricati rurali e processi produttivi;
  • impianti solari termici per ACS, riscaldamento, solar cooling e applicazioni industriali;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • allacci a reti di teleriscaldamento efficiente;
  • microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.

Le imprese devono prestare particolare attenzione ai requisiti preliminari. Il GSE ribadisce che la richiesta preliminare deve essere inviata prima dell’avvio dei lavori: in caso contrario, la domanda è automaticamente inammissibile.

Inoltre:

  • sono esclusi gli interventi che prevedono apparecchiature alimentate a combustibili fossili, incluso il gas naturale;
  • per gli interventi del Titolo II è richiesto un miglioramento della prestazione energetica di almeno 10%, che sale al 20% nei multi-interventi.

Il Conto Termico 3.0 mantiene la struttura del contributo in conto capitale. La copertura ordinaria arriva fino al 65% delle spese ammissibili, ma può raggiungere il 100% per:

  • scuole;
  • ospedali e strutture sanitarie pubbliche;
  • edifici comunali sotto i 15.000 abitanti;
  • ETS non economici che utilizzano immobili pubblici con finalità collettive.

Sono previste inoltre maggiorazioni per componenti prodotti in UE e per moduli fotovoltaici iscritti al registro ENEA.

Gli incentivi vengono erogati:

  • in un’unica rata per importi fino a 15.000 euro;
  • in rate annuali costanti per importi superiori.

PA ed ETS non economici possono ottenere un anticipo del 50% per la diagnosi energetica.

Le modalità di accesso restano due:

  • accesso diretto, entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
  • prenotazione, riservata a PA ed ETS, con alcune eccezioni per gli ETS economici.


Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri incentivi statali sulle stesse spese, salvo fondi di garanzia, fondi di rotazione e contributi in conto interesse. Per PA ed ETS non economici il cumulo può arrivare al 100%, mentre per imprese ed ETS economici valgono i limiti del Titolo V e le regole sugli aiuti di Stato.

Con la riapertura dello sportello ormai vicina, imprese, PA ed ESCo stanno accelerando la raccolta della documentazione tecnica e amministrativa. Per evitare errori, ritardi o inammissibilità, molti operatori stanno utilizzando servizi di assistenza specializzata come quelli offerti daContotermicoter.it, che fornisce supporto su requisiti tecnici, cumulabilità, diagnosi energetiche e configurazioni CER.

La ripartenza del Portale termico 3.0 rappresenta un’opportunità significativa per chi vuole investire in efficienza energetica e rinnovabili. Ma richiede preparazione, attenzione e una conoscenza approfondita delle regole applicative.