Dentro l’Infosfera n. 22 del 16 settembre 2026

set 16, 2026

In questo numero:

  • L’armare l’Intelligenza Artificiale (terza parte – Israele): evoluzione tecnologica, interfacce cervello-macchina, sciami di agenti autonomi, tecnologie quantistiche e dominio cognitivo-militare israeliano (piano Hoshen, Unit 8200, Bina, neurotecnologie, Project Nexus). Vantaggi strategici, rischi etici e riflessione ontologica a partire dall’enciclica di Papa Leone XIV.
  • K-WAR: la guerra cognitiva al centro del confronto su sicurezza e innovazione a IDE 2026: sintesi dell’intervento di Eugenio Iorio (UniSOB Media Lab) al panel Homeland Security di IDE a Brindisi.
  • Il limite gnoseologico dell’infosfera: analisi del bias selettivo di Google Search, YouTube e ChatGPT sulla crisi dello Stretto di Hormuz del 2026 (geometria della disponibilità cognitiva e chiusura sintetica dell’IA).
  • Il moschettone che nessuno vede (Thread #9 | C.H.A.T.): riflessione di Michelangelo Tagliaferri e Claude sul “TRA” umano-AI, sul vuoto, sul perdono e sulla responsabilità generazionale.
  • Libreria dell’Infosfera: segnalazioni dei volumi di Eugenio Iorio sull’algoritmo della realtà, sul manuale di media intelligence e su Infoguerra.

Cara Lettrice, caro Lettore,

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dopo le settimane di silenzio estivo,Dentro l’Infosfera riprende il suo viaggio.

L’estate 2026 ci ha lasciato un’infosfera più densa e più opaca: mentre molti di noi cercavano una pausa, gli algoritmi non si sono mai fermati. Nuovi layer di intelligenza artificiale, aggiornamenti nelle architetture di dominio cognitivo, documenti strategici e segnali di guerra informativa hanno continuato a sedimentarsi. Chi osserva questi flussi sa che il “riposo” è sempre relativo.

Da settembre la newsletter torna con una struttura rinnovata.Non abbandoniamo l’analisi lunga e rigorosa che ci caratterizza, ma la affianchiamo a nuove rubriche pensate per rendere più leggibile e abitabile il caos informativo.

Ecco le novità che troverete nei prossimi numeri:

Annotazioni:segnalazioni dall’UniSOB Media Lab aggiornamenti, materiali, spunti e attività di ricerca che emergono dal laboratorio.

Futuro Anteriore:rassegna stampa di notizie sui segnali che aiutano a leggere il presente come già passato del futuro.

Oltre la realtà percepita:una serie di interviste a esperti, analisti, ricercatori e filosofi della tecnologia basata su un set fisso di domande. Il format resta costante; cambiano solo le risposte. Un modo per costruire memoria collettiva e confronto critico.

Collaborazioni e laboratori:più voci esterne, dialoghi a più mani e aperture verso la community. La Chat degli abbonati diventerà uno spazio più attivo di discussione e di costruzione condivisa.

L’obiettivo resta lo stesso: offrire strumenti di orientamento in un ambiente in cui i dati sono potere, le narrazioni armi e gli algoritmi architetture invisibili. Solo che, da ora, il percorso sarà un po’ più articolato e abitabile.

Grazie a chi ha continuato a seguirci anche nei mesi di pausa.

Se volete contribuire con segnalazioni, domande o proposte di collaborazione, la Chat è aperta.

Buona ripresa e buon rientro Dentro l’Infosfera.

A presto,

Eugenio Iorio


L’armare l’Intelligenza Artificiale: evoluzione tecnologica, fisica quantistica e riflessioni sul dominio cognitivo-militare israeliano (parte terza – Israele)

Il 25 maggio 2026 Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica,Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Nel capitoloTecnica e dominioil Pontefice invita non ad “armare” ma a “disarmare” l’IA: sottrarla alle logiche di competizione che la trasformano in strumento di dominio, esclusione o morte, restituendo priorità alla coscienza e alla responsabilità umana.Questo richiamo magisteriale illumina anche la traiettoria israeliana, che pure si distingue per una caratteristica unica: l’operativizzazione accelerata e quasi continua di queste tecnologie in contesti di conflitto reale.

L’evoluzione convergente di intelligenza artificiale, interfacce cervello-macchina, sciami di agenti autonomi e tecnologie quantistiche sta ridefinendo il concetto di dominio nella guerra contemporanea. Il terreno di confronto non è più circoscrivibile alle dimensioni classiche, ma si estende al dominio cognitivo, dove percezione, decisione e forme di agency semi-autonoma diventano oggetti di competizione strategica.Israele ha fatto di questa transizione non solo un asse dottrinale, ma una pratica quotidiana di forza, attraverso il piano pluriennaleHoshen(2026-2030), la nuova divisioneAI “Bina”(creata nel dicembre 2025) all’interno della Direzione C4I e Cyber Defense (fondata nel 2025, scorporando e riorganizzando le competenze storiche delC4I Corpsfondato nel 1948) l’unità operativa Alumot (creata nel maggio 2026) e, soprattutto, il ruolo centrale di Unit 8200 (fondata nel 1952 con il nome Uità 515, ma già presente in forma clandestina fagli anni ‘30 del novecento) e del tessuto di startup e industrie di difesa che da essa deriva.Diversamente dalla fusione militare-civile cinese o dal modello decentralizzato americano basato su grandi piattaforme private,Israele realizza una simbiosi strettissima tra apparato di intelligence, industria di difesa consolidata e un ecosistema startup nato dalla leva tecnologica, capace di passare dalla laboratorio al campo di battaglia in tempi estremamente compressi.

L’evoluzione tecnologica: interfacce cervello-macchina, sciami di agenti e il laboratorio operativo permanente

Le interfacce cervello-macchina e le forme di “intelligenza ibrida” rappresentano uno dei fronti più avanzati della sperimentazione israeliana.La Divisione Neurotecnologie della Directorate of Defense Research & Development (DDR&D / MAFAT), diretta da figure come la dott.ssa Alona Barnea, lavora esplicitamente su connessioni neuro-AI:controllo di droni tramite segnali cerebrali o oculari, costruzione di “digital twin” di comandanti e operatori per supportare la decisione, monitoraggio del carico cognitivo e della fatica, comunicazione silenziosa basata su elettrodi facciali o muscolari.L’obiettivo dichiarato è la creazione di team ibridi uomo-macchina in cui parte dell’intelligenza resta umana e parte diventa artificiale, con interfacce intuitive che riducono drasticamente i tempi di addestramento e aumentano il numero di sistemi controllabili da un singolo operatore.Startup israeliane di neurotecnologia esplorano patch cutanee e sensori non invasivi capaci di decodificare intenzioni motorie, in una traiettoria parallela (ma spesso non chirurgica) a quella di Neuralink.

A questa dimensione si affianca lo sviluppo massiccio di sciami e sistemi autonomi.Il pianoHoshenprioritizza robotica, AI e piattaforme unmanned in tutti i domini, con l’obiettivo di costruire una forza più letale e meno esposta a perdite umane.Sistemi come il “Server in the Sky” (SITS) installato a bordo di droni consentono analisi onboard, rilevamento automatico di bersagli, classificazione e riassegnazione autonoma dei compiti tra piattaforme: se un drone perde la visuale o deve manovrare, la copertura passa automaticamente ad altri.Droni di grandi dimensioni rilasciano “pocket drones” per ricognizione o attacco; piattaforme come Legion-X di Elbit e sistemi di fuoco guidato (Spike di Rafael) integrano AI per tracking in tempo reale con carico di lavoro umano ridotto. L’”AI data factory” e i sistemi di targeting (Gospel/Habsora, e altri) alimentati da Unit 8200 generano e aggiornano banche di obiettivi a ritmi che prima erano impensabili, alimentando sia le operazioni aeree sia le piattaforme autonome.

Il settore privato è qui inseparabile dall’apparato di Stato. Elbit Systems, Rafael Advanced Defense Systems e Israel Aerospace Industries (IAI) integrano AI in difesa aerea (Iron Dome e Iron Beam laser con elementi di AI), missili, C2 e sistemi autonomi. Parallelamente, un’ondata di startup nate da veterani di 8200 e da programmi MAFAT – in ambiti di autonomia, sensoristica, counter-UAS, C2 edge e neurotech – ha attratto capitali record e viene integrata direttamente nello sforzo operativo. Unit 8200 continua a funzionare come acceleratore: i suoi riservisti provenienti da big tech e le sue pipeline di dati alimentano tanto i sistemi di targeting quanto lo sviluppo di agentistica e di infrastrutture cloud/AI (con passaggi da piattaforme proprietarie verso modelli più aperti).

Se queste capacità operano già in contesti di guerra ad alta intensità, è l’innesto della fisica quantistica a proiettarle verso un livello post-classico.Israele ha lanciato ilProject Nexusper sviluppare un computer quantistico di produzione nazionale e un consorzio post-quantum communications che riunisce industria (NVIDIA, Elta, Gilat, Classiq) e università per crittografia post-quantistica, quantum key distribution e sistemi ibridi.Collaborazioni tra Quantum Source e DDR&D hanno dimostrato sorgenti di fotoni entangled a singolo atomo calibrate-free, rilevanti per comunicazioni quantistiche e reti. Sul fronte del sensing, si esplorano magnetometrie quantistiche e sensori per la localizzazione di personale ferito o isolato (capacità di rilevamento di segnali biologici deboli), con possibili applicazioni ISR e di ricerca e soccorso in ambienti contestati.L’integrazione tra AI operativa, interfacce neurali e capacità quantistiche prefigura una forma di trasparenza e di compressione del ciclo decisionale ancora più spinta.

Vantaggi strategici e rischi strutturali

Armare l’intelligenza artificiale, in questo contesto, significa conferirle agency semi-autonoma e capacità di generazione massiva di target e di gestione di sciami all’interno del dominio cognitivo e fisico.I vantaggi strategici sono evidenti e già misurati sul campo: moltiplicazione della potenza di fuoco, riduzione dell’esposizione del personale, superiorità informativa e percettiva, resilienza delle reti di droni e capacità di mantenere un ritmo operativo elevato contro minacce multiple (droni, missili, tunnel, forze irregolari).La dottrina israeliana orienta queste capacità verso una forma diintelligentized warfarepragmatica e continuamente collaudata.

A questi vantaggi si contrappongono rischi di rilievo comparabile. Il primo riguarda la perdita parziale di controllo e i bias dei sistemi di targeting automatico o semi-automatico, con dibattiti ricorrenti su danni collaterali e su come le soglie di “accettabilità” vengano incorporate negli algoritmi.Il secondo attiene alla privacy neurale e alla possibilità di manipolazione o di lettura dei processi cognitivi degli operatori. Il terzo riguarda l’escalation cognitiva e la ridefinizione della guerra come gestione algoritmica della realtà percepita e della lista di obiettivi.

Sul piano etico, Israele insiste formalmente sul controllo umano, ma la velocità di operativizzazione e la pressione dei conflitti rendono questa garanzia più fragile.La dipendenza da un ecosistema ibrido (Unit 8200 + grandi industrie + startup) accelera l’innovazione ma concentra potere decisionale in reti opache e solleva questioni di accountability e di dual-use.

Riflessione ontologica

Da questa traiettoria emergono interrogativi ancora privi di risposta condivisa: a partire da quale soglia un sistema di generazione automatica di target o di gestione di sciami può essere considerato moralmente responsabile? Se la fusione tra uomo e macchina (digital twin, controllo neurale di droni, intelligenza ibrida) rappresenti una diluizione dell’umanità del combattente oppure una sua elevazione operativa? Se, in un contesto reso trasparente da sensoristica quantistica e da fabbriche di dati AI, possa ancora sussistere un margine di sorprendibilità strategica o di interruzione etica del ciclo.

Israele sta costruendo un ecosistema integrato che unisce interfacce cervello-macchina, sciami di agenti autonomi e tecnologie quantistiche, con l’obiettivo dichiarato di mantenere superiorità in un ambiente di minaccia persistente e multi-dominio. Di fronte a questa traiettoria – e a quelle cinese e americana descritte nelle parti precedenti – emerge con chiarezza che queste tecnologie non sono neutrali.Armare l’intelligenza artificiale significa, in ultima analisi, armare la percezione stessa della realtà e accelerare il passaggio dalla decisione umana alla decisione mediata da sistemi che apprendono e generano a velocità superiore a quella della riflessione. Si tratta di un’evoluzione che non è soltanto tecnica, ma propriamente ontologica: una trasformazione che ridefinisce cosa significhi “essere” e “decidere” all’interno di un contesto di guerra.

Tra l’appello di Leone XIV a disarmare l’intelligenza artificiale e la corsa, in tutti i teatri, a renderla sempre più capace di dominare percezione, decisione e azione – in Israele con una densità operativa forse senza pari – si apre lo spazio critico in cui la riflessione resta aperta. La partita non è tecnica: è una questione di disciplina, di domande ultime e di quale immagine di sé l’umanità sceglie di depositare nello specchio più potente e più rapidamente operativizzato che abbia mai costruito.


Note e riferimenti bibliografici

Documenti e programmi istituzionali

  • IDF / Ministero della Difesa israeliano, piano pluriennaleHoshen2026-2030 (robotica, AI, sistemi autonomi); istituzione dell’Artificial Intelligence and Autonomy Administration (DDR&D) e della divisione AI “Bina” (C4I and Cyber Defense Directorate); unità operativa Alumot.
  • Directorate of Defense Research & Development (DDR&D / MAFAT), Divisione Neurotecnologie: dichiarazioni e presentazioni della dott.ssa Alona Barnea su hybrid intelligence, brain-drone interfaces, digital twins (2025-2026).
  • Israel National AI Strategic Plan / National AI Directorate;Project Nexusper computer quantistico nazionale; Israeli Post-Quantum Communications Consortium (2026).

Unit 8200 e sistemi di targeting / AI operativa

  • Resoconti su Gospel (Habsora), Lavender e AI data factory (Haaretz, +972 Magazine, The Guardian, Stars and Stripes, New York Review of Books, 2024-2026).
  • Documentazione e reportistica su “Server in the Sky” (SITS) e integrazione AI nella flotta di droni (Haaretz, 2026).
  • Integrazione di AI in Iron Dome, Iron Beam (Rafael), Legion-X (Elbit), Spike (Rafael) e sistemi C2.

Settore privato e startup

  • Elbit Systems, Rafael Advanced Defense Systems, Israel Aerospace Industries: bilanci e programmi AI/autonomi 2025-2026.
  • Startup di defense-tech e neurotech (Xtend, Robotican, UVision, Wearable Devices, X-trodes e altre); flussi di investimento MAFAT e integrazione operativa (Globes, Olam Business, 2025-2026).
  • Collaborazioni internazionali (es. Anduril in Israele, partnership Elbit-Anduril).

Quantum

  • Quantum Source + DDR&D: dimostrazione di sorgente di fotoni entangled a singolo atomo (2026).
  • Progetti di quantum sensing per ISR e localizzazione di personale; post-quantum cryptography e QKD.
  • Annunci su primo computer quantistico domestico eProject Nexus.

Dottrina e letteratura strategica

  • Analisi su intelligentized / cognitive warfare e operativizzazione israeliana dell’AI (Autonomy Global, Jerusalem Post, Ctech, Middle East Forum, 2025-2026).
  • Discussioni etiche su targeting AI, danni collaterali e controllo umano in contesti di conflitto ad alta intensità.
  • Letteratura su brain-computer interfaces e soldier enhancement in ambito militare (RUSI e fonti israeliane).

Nota metodologica
I riferimenti si basano su fonti aperte (comunicati ufficiali, reportistica specializzata, inchieste giornalistiche accreditate) disponibili alla data di redazione. Le informazioni relative a sistemi di targeting e a capacità operative riflettono resoconti pubblici e dichiarazioni istituzionali; dove le fonti divergono sulle soglie etiche o sui risultati operativi, si è mantenuta la formulazione critica e aperta tipica dell’analisi.

https://eugenioiorio.substack.com/p/armare-lintelligenza-artificiale-72f?utm_source=post-email-title&publication_id=344258&post_id=214285026&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=8j6y1&triedRedirect=true&utm_medium=email