La ricerca di Mario Mosca e Antonio Ruoto svela limiti e potenzialità dei modelli di
intelligenza artificiale generativa applicati al giornalismo

Cosa resta del giornalismo quando a scrivere sono gli algoritmi?

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A questa domanda prova a rispondereEssere artificiali. Ridefinire il giornalismo nell’era dell’IA(libreriauniversitaria.it Edizioni, 144 pp., €13,90), il nuovo saggio diMario MoscaeAntonio Ruoto.
Il volume, con prefazione scritta daEugenio Iorio, propone un’analisi rigorosa e inedita sulla qualità dell’informazione prodotta dall’intelligenza artificiale.


La ricerca: come scrivono le IA

Cuore del libro è unaricerca comparativacondotta sui principali modelli di IA generativa disponibili:

  • ChatGPT
  • Claude
  • DeepSeek
  • Grok
  • Gemini
  • Meta AI
  • Mistral

I modelli sono stati messi alla prova sudieci figure pubbliche controverse, da Donald Trump a Vladimir Putin, da Beyoncé a Elon Musk.
Gli output generati sono stati valutati su sei parametri fondamentali:

  1. Completezza
  2. Attualità
  3. Trasparenza delle fonti
  4. Affidabilità e autorevolezza delle fonti
  5. Separazione tra fatti e opinioni
  6. Bilanciamento delle opinioni

I risultati: luci e ombre

  • Completezza: è il punto più debole, con un punteggio medio di+0,40su una scala da –5 a +5. Il racconto risulta spesso parziale e lacunoso.
  • Separazione tra fatti e opinioni: rappresenta la competenza meglio presidiata, con una media di+3,96.
  • Leader della classifica: Grok si distingue al primo posto in 4 parametri su 6.

La ricerca evidenzia anche undivario tematico: i sistemi mostrano maggiore neutralità sui soggetti politici, mentre diventano più assertivi e celebrativi su figure della cultura pop, dello sport o dell’accademia.


“Informare resterà un atto umano”

“Le IA sanno distinguere i fatti dalle opinioni, ma faticano a riconoscere che le opinioni legittime sono molteplici.
Sanno aggiornare, ma non sempre approfondire.
Sanno citare, ma faticano a raccontare.
Dove è richiesta contestualizzazione, pluralismo, visione, il modello mostra i suoi limiti.
È in questo divario tra dato e narrazione che si riafferma un principio essenziale: informare resterà un atto insostituibile di responsabilità umana.”
Mario Mosca


Un approccio scientifico, non ideologico

Essere artificialinasce per misurare e non per temere.
I risultati della ricerca ci consentono di andare oltre le percezioni generali sull’intelligenza artificiale, offrendo una base concreta per valutare effetti, rischi e opportunità.
Solo un’analisi rigorosa, che parte dalle evidenze e non dagli slogan, può guidare scelte editoriali, formative e politiche sull’uso dell’intelligenza artificiale.”
Antonio Ruoto


Oltre la ricerca: fiducia, etica e ambiente

Oltre all’analisi comparativa, il volume affronta temi cruciali:

  • Declino della fiducia: di chi fidarsi quando non è chiaro chi parla?
  • Diritto all’errore
  • Impatto ambientale dell’IA
  • Questioni etiche e deontologiche

Disponibile online da settembre,Essere artificiali. Ridefinire il giornalismo nell’era dell’IAsi propone come unostrumento scientifico e accademicoper comprendere come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo le regole dell’informazione — e per aiutareredazioni, ricercatori e decisori pubblicia orientarsi in questa nuova era.

Fonti: Concetti tratti dal libro “Essere Artificiali” scritto da Mario Mosca e Antonio Ruoto