Dal 9 al 12 ottobre, il nuovo hub culturale ospiterà la prima edizione di un evento dedicato al recupero delle memorie e delle storie del territorio, un motore per lo sviluppo sostenibile e il turismo delle radici.

SEPINO – La cultura come motore di sviluppo sostenibile. È questa la filosofia che anima la nascita di un nuovo, importante presidio culturale nel cuore del Molise. Apre a Sepino, in provincia di Campobasso, Palazzo Tiberio, un polo destinato a ridefinire l’offerta del territorio, inaugurando le sue attività con la prima edizione del “Festival dei Patrimoni dispersi”, in programma dal 9 al 12 ottobre.

L’evento segna un momento cruciale per la comunità locale e per l’intera regione. Il Festival, infatti, si inserisce nell’ambito del più ampio progetto “Racconti radicati-patrimoni dispersi e voci dai territori”, un’iniziativa ambiziosa realizzata dall’impresa culturale e creativa “JustMO” in un solido partenariato con il Comune di Sepino e il Parco archeologico di Sepino.

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L’obiettivo è tanto chiaro quanto potente: creare una connessione autentica e profonda tra i visitatori e la comunità sepinese. Come? Attraverso una narrazione che attinge alle molteplici identità del territorio, promuovendo forme di turismo lento e sostenibile. Si punta a coinvolgere non solo il turista tradizionale, ma anche quel viaggiatore curioso, interessato alla cultura, alla storia locale e, sempre più spesso, alla riscoperta delle proprie radici familiari.

Il Festival nasce proprio dalla volontà di raccontare e ricollegare storie preziose, spesso frammentate o dimenticate. Storie che emergono da antichi fondi archivistici, che rivivono nei racconti orali degli anziani e che costituiscono la memoria collettiva di piccole comunità. Questi materiali, veri e propri “patrimoni dispersi”, vengono recuperati, studiati e condivisi con il pubblico attraverso un attento lavoro di ricerca, pubblicazione e digitalizzazione.