Crans-Montana, i fiori di una sola notte

«Nel corso della nostra esistenza, vediamo svanire per sempre la bellezza del corpo e del volto umano, ma questa breve durata aggiunge a tali attrattive un nuovo incanto. Se un fiore fiorisce una sola notte, non perciò la sua fioritura appare meno splendida».

Le parole di Sigmund Freud sembrano oggi risuonare con una forza dolorosa nel ricordo dei giovani rimasti vittime della strage avvenuta a Crans-Montana, nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, nella località sciistica del cantone Vallese, dove una festa di Capodanno si è trasformata in tragedia.

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Il bilancio definitivo della tragedia è terribile: 47 persone decedute e oltre 115 ferite, la maggior parte con ustioni gravi e in condizioni critiche. Le vittime sono tutte giovanissime: minorenni o poco più che maggiorenni. Ragazzi e ragazze che avevano davanti a sé il tempo dell’attesa, della scoperta, delle prime scelte decisive. Fiori fioriti in una sola notte, scomparsi troppo in fretta, senza aver avuto l’occasione di manifestare pienamente il potenziale che la vita avrebbe loro concesso. Eppure, come ricorda Freud, la brevità non toglie splendore alla fioritura: anzi, ne amplifica il valore.

In quei giovani erano racchiuse le speranze di loro stessi e delle famiglie che, fino a un attimo prima, li avevano custoditi con cura quotidiana: accompagnandoli nella crescita, nella formazione, nell’imparare a credere nei propri sogni. Ogni progetto appena abbozzato, ogni desiderio confidato o taciuto, ogni possibilità ancora aperta è diventata, in un istante, memoria.

Erano tanti, riuniti nello stesso luogo, alcuni amici da tempo, altri sconosciuti tra loro, accomunati da un unico slancio: salutare un anno che si chiudeva e accoglierne uno nuovo, carico di promesse. Un afflato collettivo, fatto di musica, di attese, di futuro. In quell’orizzonte si intrecciavano speranze personali e sogni condivisi, la leggerezza tipica di un’età che guarda avanti senza pensare alla fine.

Poi, in pochi attimi, la vita è sfuggita. Una perdita improvvisa che ci ricorda, con crudele chiarezza, quanto la caducità umana sia una presenza costante, anche quando crediamo di esserne lontani. La tragedia ha spezzato il tempo, lasciando dietro di sé un silenzio che pesa sulle famiglie, sugli amici, su un’intera comunità.

C’è un’ultima, amara ironia del destino: il nome del locale, Le Constellation. In quel luogo, tante – troppe – stelle hanno visto la luce insieme per poi spegnersi, come in un piccolo e improvviso “big bang”. Da quella esplosione di dolore nasce ora una nuova costellazione: quella del ricordo. Una trama di affetti, di nomi, di volti che continueranno a vivere nella memoria di chi li ha amati.

In quella costellazione, parenti e amici potranno trovare la forza di custodire ciò che è stato e, forse, l’ispirazione per continuare a cullare nuovi sogni. Perché, anche se la fioritura è durata una sola notte, non per questo è stata meno splendida.

Un ricordo che non si dimentica. La strage di Crans-Montana ha segnato profondamente non solo la Svizzera, ma l’intera Europa. La perdita di così tanti giovani in un momento che avrebbe dovuto essere di gioia ha lasciato una ferita che richiederà tempo per guarire.

Se desideri onorare la memoria delle vittime di questa tragedia e di altri cari che hai perso, puoi accendere un cero virtuale nella Comunità del Ricordo di AnimaApp. Un gesto di commemorazione semplice ma significativo, amplificato nella sua essenza grazie alla condivisione in uno spazio digitale. Un luogo dove il ricordo rimane vivo e accessibile in qualsiasi momento Crans-Montana: Lutto Nazionale e Cordoglio – AnimApp

Accendere una luce virtuale in memoria dei defunti è un modo per alimentare il legame umano con coloro che abbiamo perso, trasformando il dolore in un gesto di amore eterno. Su AnimaApp, puoi celebrare le vite dei tuoi cari e creare un tributo permanente nel mondo digitale.