Tecnologie introdotte, in ambito normativo ed organizzativo, ad esempio la diffusione dell’IA un po’in tutti i settori lavorativi, ha portato anche ad una visione più umano-centrica delle condizioni lavorative e, di riflesso ma complanari, delle condizioni di sicurezza sul posto di lavoro.

Ciò significa monitorare, verificare, imparare e prevenire gli eventi dannosi (infortuni) attraverso una sorveglianza appositamente collegata e coordinata volta al miglioramento dei posti di lavoro. In tale contesto viene introdotto il concetto di “Near Miss”, ovvero la questione dei mancati infortuni attraverso lo studio e l’apprendimento delle preziose informazioni derivanti proprio dal mancato infortunio.

All’argomento lavorano già numerosi enti, sia pubblici sia privati, il cui scopo è lo studio sempre più approfondito delle condizioni di lavoro delle persone allo scopo di minimizzare gli infortuni attraverso la conoscenza diretta, o quasi, degli stessi. Si può arrivare così a definire dei modelli di studio applicabili alla realtà percorrendo due tragitti di interesse comune e paralleli fra loro: istituzionale e aziendale favorendo la consapevolezza sull’importanza dell’analisi di eventi non infortunistici.
Il quadro CE in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) 2021 – 2027 individua l’obiettivo di aumentare nelle imprese la consapevolezza dei fattori di rischio connessi agli infortuni e alle malattie professionali quale priorità̀ necessaria per garantire il miglioramento della SSL nei prossimi anni, traendo informazioni proprio dall’analisi dei mancati infortuni (near miss).
Per fare un po’ di storia sulla sicurezza è corretto richiamare chi, per primo, affrontò il problema della sicurezza e degli infortuni su lavoro: Herbert William Heinrich.
La piramide di Heinrich, detta anche triangolo di Heinrich o triangolo di Bird, è una teoria
sulla sicurezza sul lavoro formulata da Herbert William Heinrich.

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In essa vengono individuati ed esposti graficamente la relazione tra gli incidenti seri, quelli minori e i mancanti incidenti. Il significato è quello che se si riescono a diminuire gli incidenti mancati, allora si riesce anche a diminuire la probabilità dell’incidente fatale al vertice. La rappresentazione a triangolo viene documentata per la prima volta da Heinrich nel 1931 e aggiornato da Frank E. Bird nel 1966. Attualmente siano molto diffusi i modelli di monitoraggio degli infortuni sul lavoro ancora molto c’è da fare per raggiungere un ottimale livello di estensione di tale metodologia a tutto il settore produttivo nonostante le positive risposte e i risultati della metodologia applicata. La metodologia dello studio e dello sviluppo dei modelli di monitoraggio si può raggruppare in tre direttrici, secondo i progetti di studio applicati:

  • sviluppo e diffusione di metodologie e strumenti di supporto alle imprese per incrementare le capacità di gestione e analisi dei rischi infortunistici, a partire dalla rilevazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose;
  • coinvolgimento di associazioni, enti bilaterali, organismi rappresentativi nella direzione
    dell’ampliamento delle reti collaborative pubblico-privato e della condivisione di conoscenze al fine di attivare interventi di prevenzione sempre più efficaci;
  • verifica dell’efficacia e della sostenibilità degli interventi attuati e ricadute (in particolare verso le PMI).

A livello internazionale sono diversi i sistemi di sorveglianza attivi e le banche dati che registrano informazioni e caratteristiche degli infortuni sul lavoro per arrivare a dimostrare, con altri studi presenti in letteratura, che vi è una corrispondenza crescente tra infortuni gravi, infortuni minori, incidenti e situazioni di pericolo che negli ambienti di lavoro espongono i lavoratori a rischi potenzialmente dannosi.

Tale corrispondenza permette di affermare che il monitoraggio dei fattori di rischio allargato
anche sugli eventi non infortunistici permette di ottenere maggiori indicazioni circa i pericoli derivanti dal lavoro, consentendo in tale modo di sviluppare azioni di prevenzione sempre più mirate al contenimento dei rischi nelle imprese.

E’ quindi necessario, in osservanza all’architettura del quadro normativo di riferimento, mantenere un attento monitoraggio sui cosiddetti “near miss” allo scopo di avere maggiore conoscenza delle cause scatenanti l’evento dannoso e offrire maggiore protezione e sensibilità ai lavoratori da un punto di vista della sicurezza sul lavoro. Sarebbe un’occasione mancata non prevedere in tutte le aziende un sistema di monitoraggio a vantaggio della sicurezza globale di tutti i settori produttivi. Il concetto di “near miss” rappresenta ormai una filosofia della sicurezza, intesa come elemento di cui non si può fare a meno, e come tale deve avere la giusta attenzione nei sistemi, organizzativi aziendali a tutti i livelli.

Gli approfondimenti sull’argomento richiedono un’analisi molto lunga eseguita da professionisti del settore ma anche il vostro RSPP, sicuramente, è in grado di fornire maggiori chiarimenti e spiegazioni. In alternativa, un buon consulente esterno può fare la differenza.