Nuova Transizione 5.0: torna l’IperAmmortamento per sostenere gli investimenti delle imprese

Incentivi fino al 43,2% per l’ammodernamento dei processi produttivi e la transizione energetica delle imprese

La nuova stagione degli incentivi agli investimenti industriali prende forma con laNuova Transizione 5.0, il programma che introduce una rinnovata versione dell’IperAmmortamento fiscale per sostenere la modernizzazione dei processi produttivi delle imprese italiane. L’obiettivo è accelerare l’adozione di tecnologie avanzate e favorire l’efficientamento energetico del sistema produttivo nazionale.

Pubblicità

Il nuovo schema di agevolazione si rivolgea imprese di qualsiasi dimensione e settore, consorzi e reti d’impresa con personalità giuridica, localizzati sul territorio nazionale. Restano invece esclusi i professionisti, i soggetti in regime forfettario e le imprese in stato di liquidazione o procedure concorsuali.

Investimenti tecnologici e autoproduzione energetica

Il programma mira a sostenereprogetti di investimento in beni materiali e immateriali nuovidestinati all’attività produttiva, purché coerenti con i requisiti tecnologici previsti dalla logicaIndustria 4.0, tra cui l’interconnessione dei macchinari ai sistemi aziendali.

Tra le spese ammissibili rientrano:

  • macchinari e impianti industriali avanzati;
  • software e soluzioni digitali integrabili nei processi produttivi;
  • sistemi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo;
  • impianti di accumulo energetico.

Per quanto riguarda ilfotovoltaico, il programma limita l’agevolazione ai moduli registrati nel portale ENEA e classificati nelle categoriebec. La nuova misura l’imita l’agevolazione ai soli beni prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

Agevolazioni fiscali fino al 43,2%

La misura dell’incentivo è strutturata comemaggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile, con benefici decrescenti al crescere dell’investimento.

In particolare:

  • fino a2,5 milioni di eurodi investimento è prevista unamaggiorazione del 180%, con un risparmio fiscale stimato del43,2%;
  • tra2,5 e 10 milioni di euro, la maggiorazione scende al100%, con un beneficio fiscale del24%;
  • tra10 e 20 milioni di euro, la maggiorazione si riduce al50%, con un vantaggio fiscale del12%.

Il meccanismo consente alle imprese di ridurre in modo significativo il carico fiscale legato agli investimenti tecnologici, rendendo più sostenibili i programmi di rinnovamento degli impianti operativi e produttivi.

Orizzonte temporale 2026–2028

Il periodo di validità dell’agevolazione copre gliinvestimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con la possibilità di prenotare gli investimenti tramite acconti anticipati. La data rilevante per il riconoscimento del beneficio resta quella della consegna o spedizione dei beni.

Procedura più articolata rispetto al passato

A differenza del precedente IperAmmortamento, l’accesso alla nuova misuranon è automatico. Le imprese dovranno seguire una procedura di istruttoria che prevede:

  • prenotazione dell’investimento;
  • certificazioni tecniche e perizie;
  • verifiche contabili sui costi sostenuti;
  • utilizzo di modelli predisposti dalGSE.

Il sistema sarà regolato da un decreto congiunto delMinistero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e del Ministero dell’Economia (MEF), atteso dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026.

Tra i requisiti indispensabili per accedere all’agevolazione figurano inoltreil rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la regolarità contributiva certificata tramite DURC.

Cumulabilità e settori speciali

L’incentivo ècumulabile con altre agevolazioni, con l’eccezione delle misure già previste per gli investimenti Industria 4.0.

Per alcuni settori specifici –agricoltura, pesca e acquacoltura– il beneficio assume invece la forma dicredito d’imposta pari al 40% del costo dell’investimento.

Una leva per la competitività industriale

La nuova Transizione 5.0 si inserisce nel più ampio quadro delle politiche industriali volte a rafforzare la competitività delle imprese italiane attraverso digitalizzazione, sostenibilità energetica e innovazione tecnologica.

L’auspicio del legislatore è che il nuovo sistema di incentivi possa stimolareun ciclo di investimenti capace di rinnovare il tessuto produttivo nazionale, favorendo allo stesso tempo la riduzione dei consumi energetici e l’integrazione delle fonti rinnovabili nei processi industriali.

Articolo curato dalla redazione di MonteCapital a cui è possibile indirizzare richieste di chiarimento in merito:segreteria@montecapital.it