Un nuovo impulso alla crescita tecnologica del Mezzogiorno arriva dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha ufficialmente attivato l’intervento “Scoperta Imprenditoriale II (2026)”, misura del Fondo per la Crescita Sostenibile destinata a finanziare progetti di ricerca e sviluppo nelle regioni meno sviluppate.

Il provvedimento, disciplinato dal decreto ministeriale del 19 maggio 2026, mette in campo 505.801.524,89 euro, una delle dotazioni più consistenti degli ultimi anni per sostenere l’innovazione tecnologica delle aziende nel Sud.

Fondi mirati alle PMI e alle reti d’impresa.

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Una parte significativa delle risorse – il 60% del totale – è riservata a PMI e reti di imprese, con una sottoriserva del 25% dedicata specificamente a micro e piccole imprese.

Una scelta strategica, pensata per rafforzare il tessuto produttivo locale e favorire la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, imprese industriali, agroindustriali, artigiane, oltre ai centri di ricerca.
Gli organismi di ricerca, le imprese di servizi all’industria e le imprese agricole possono partecipare come co-proponenti in progetti congiunti con gli altri soggetti indicati.

I progetti di ricerca e sviluppo devono essere realizzati in forma collaborativa, secondo una delle seguenti modalità:

  1. progetto realizzato in forma congiunta, che preveda:

    – un massimo tre soggetti proponenti con una impresa capofila;
    – un raggruppamento che contempla almeno una micro, piccola o media impresa;
    – ciascuno dei soggetti proponenti deve sostenere almeno il 10 per cento dei costi ammissibili;
    – il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione.

2. progetto sviluppato da una micro, piccola o media impresa, oppure da una piccola impresa a media capitalizzazione, che preveda il coinvolgimento di uno o più soggetti esterni all’impresa, indipendenti da essa, i quali partecipino alle attività progettuali mediante servizi di ricerca, consulenze in ambito ricerca e sviluppo e/o attività di ricerca contrattuale, per un valore complessivo almeno pari al 10 per cento dei costi ammissibili del progetto.

Il programma sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati a creare nuovi prodotti, processi o servizi, migliorare in modo significativo soluzioni esistenti, sviluppare tecnologie abilitanti fondamentali (KETs)*, esplorare nuove traiettorie tecnologiche nell’ambito della Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

*(KETs – Key Enabling Technologies) TECNOLOGIE ABILITANTI FONDAMENTALI

I progetti devono essere realizzati nelle regioni meno sviluppate e prevedere costi compresi tra 1 e 5 milioni di euro. Le attività progettuali dovranno essere avviate entro tre mesi dalla concessione dell’agevolazione e attuati in un periodo compreso tra 18 e 36 mesi.

Secondo le indicazioni dettate dal decreto le agevolazioni saranno concesse con una parte in forma di contributo diretto alla spesa e una parte di finanziamento agevolato.
Il contributo diretto alla spesa è pari al 40% per piccole imprese, 35% per le medie e 30% per grandi.

Per gli organismi di ricerca, il contributo arriva fino al 60% per attività di ricerca industriale e 40% per sviluppo sperimentale.

L’iniziativa messa in campo dal Governo è una opportunità strategica per il Sud.

La misura punta a rafforzare la competitività delle regioni meno sviluppate, sostenendo la transizione tecnologica e la capacità innovativa delle imprese. L’obiettivo è alimentare un ecosistema di ricerca avanzata, capace di generare ricadute industriali, occupazionali e territoriali.

La gestione dell’intervento è affidata alla Divisione VI – Interventi per la ricerca e l’innovazione del Ministero.

Un successivo provvedimento direttoriale definirà i termini di apertura dello sportello e le modalità per poter presentare le proposte progettuali, oltre a tutte le altre condizioni attuative della misura agevolativa.

Per informazioni e approfondimenti: info@montecapital.it