a Cura di Mauro Alvisi e Antonella Ventura

Per l’annuale rassegna Laudato Sii, quest’anno dedicata alla figura del santo di Assisi più amato al mondo Francesco nella celebrazione degli “800” anni dalla sua scomparsa, l’associazione, “Arte Per Le Marche” che da sempre ha ideato e curato questa rassegna unitamente al Comune di Pollenza, presenta : “La Concuranza di Francesco d’Assisi”, liberamente ispirata ad un pensiero, un ‘opera del letterato Accademico Mauro Alvisi, ospite il 6 marzo a Pollenza insieme a: S.E.. Arciv. Vincenzo Paglia, Pres. Emerito della Pontificia Accademia per la Vita e al poeta attore, Emanuele D’Agapiti, in una serata che si annuncia, non convenzionale ma all’insegna dello stupore e della meraviglia. Francesco d’Assisi ha segnato per primo la strada da percorrere. Il neologismo della “Concuranza” coniato dal prof. Mauro Avisi, nasce in un incontro dello stesso in una comunity di giovani, i quali ponevano al saggista scienziato domande ma soprattutto cercavano risposte e speranza per un futuro cosi incerto. Fu allora, nel 2013 che, tra il serio e il faceto, prese “corpo’ una parola, la quale divenne oltre l’etere, ricerca, sperimentazione e opera viva dal libro alla vita, in quanto percorso esperienziale di condivisione solidale tra gli uomini per “scongiurare l’abisso”, come l’autore avvisa nel suo ultimo saggio. È la Vita, di Francesco come la vita di ogni Uomo ad essere celebrata nella “Laudato Sii 2026, è per questo che l’invito di S.E. Arciv. V. Paglia rappresenta l’esprit più alto della manifestazione, dove l’esegesi della sua parola sarà un’ occasione straordinaria più unica che rara per il territorio marchigiano” afferma con il piglio di una moderna Conducatora Antonella Ventura, l’animatrice e coordinatrice culturale di questo evento teatrale davvero inedito, “in un tempo cosi avaro di segni e sogni spirituali “. La spiritualità vivrà anche nella performance laica del poeta, attore Emanuele D’Agapiti che in un contrappunto, di sintassi, logica e parole, poesia e prosa con Mauro Alvisi, difatti inscenerà quasi un’offerta liturgica alla bellezza sulla vita di Francesco d’Assisi. Un Francesco che scuote le coscienza e allora come ora, ed Emanuele D’Agapiti poeta filosofico incisivo narra , prendendo in prestito le parole del grande cantautore Angelo Branduardi : “E così me ne vado da solo sulla strada che sale ad Assisi così solo da cercare ad ogni passo la tua voce che ancora muove il grano Francesco uomo santo e felice”. (A.Branduardi) Alvisi, leader mondiale degli studi sull’Intelligenza Sociale, proporrà a Teatro una rappresentazione e nuova interpretazione antropologica e animica delle due leggende di Gubbio e di Pollenza, che riguardano il Lupo Nero e il Lupo Bianco. La Laudato Sii [3/3, 13:22] Alvisi Mauro: La leggenda del Lupo Bianco di Pollenza e il lupo di Gubbio di San Francesco d’Assisi sono due storie che condividono un tema comune: la trasformazione del male in bene attraverso la compassione e la comprensione.

Il Lupo Bianco di Pollenza è una leggenda che racconta di un lupo bianco che terrorizzava il paese, ma che fu nutrito, ammansito e addomesticato da un giovane monaco di Ramona, bianco vestito anche lui e di nome Amico (Sant’Amico) che lo nutrì e lo curò. Il lupo, una volta ferito e malato, si trasformò in un protettore dei pastori, e il nome del monaco fu il meme dell’amicizia e della ConCuranza tra il lupo e le genti. Quasi una protezione spirituale.

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Il lupo di Gubbio, invece, è un episodio della vita di San Francesco d’Assisi, che racconta di come il santo abbia incontrato un lupo feroce che terrorizzava la città di Gubbio e, attraverso la sua predicazione e la sua compassione, abbia addomesticato il lupo e lo abbia trasformato in un amico della città.

Entrambe le storie possono essere viste come metafore della lotta tra il bene e il male, rappresentati rispettivamente dal Lupo Bianco e dal Lupo Nero. Il Lupo Nero rappresenta il super io che fagocita l’uomo, il suo lato oscuro e distruttivo, mentre il Lupo Bianco rappresenta il super noi della fratellanza universale, la capacità di amare e di comprendere.

La storia di Caino e Abele può essere vista come un esempio di come il male possa nascere dalla gelosia e dall’invidia, ma anche di come il pentimento e la compassione possano trasformare il male in bene.

L’Intelligenza Collettiva Cooperante e l’Intelligenza Sociale della ConCuranza possono essere viste come strumenti per trasformare il male in bene, per creare un mondo più giusto e più umano. Attraverso la cooperazione e la compassione, possiamo superare le nostre differenze e creare un futuro più luminoso.

Il Lupo Bianco rappresenta la capacità di conversione del male in bene, del nero in bianco, attraverso la comprensione e l’amore. È un simbolo di speranza e di redenzione, un richiamo a non arrendersi mai alla violenza e alla distruttività, ma a cercare sempre la via della pace e della fratellanza. Il lupo bianco di Pollenza sembra essere un simbolo potente che rimanda a una profonda connessione con la natura e con la spiritualità dei primi nativi americani. La figura del lupo bianco come guida trasformativa e simbolo di fratellanza con l’uomo è un tema comune a molte culture indigene. La connessione con San Francesco d’Assisi è particolarmente interessante, poiché il santo è noto per la sua capacità di comunicare con gli animali e per la sua visione di una fratellanza universale che include tutte le creature.

L’intelligenza sociale e la capacità di cooperazione sono infatti caratteristiche fondamentali della cosiddetta “concuranza”, un concetto che si riferisce alla capacità di lavorare insieme e di creare qualcosa di nuovo e di più grande della somma delle parti individuali.

Il lupo bianco di Pollenza sembra incarnare questo spirito di fratellanza e di cooperazione, e la sua connessione con la figura di San Francesco d’Assisi sottolinea l’importanza di questa visione in una prospettiva più ampia di spiritualità e di connessione con la natura.

È interessante notare come questo simbolo possa essere visto come un richiamo a una maggiore consapevolezza della nostra connessione con il mondo naturale e con gli altri esseri viventi, e a una maggiore enfasi sulla cooperazione e sulla fratellanza come chiave per creare un mondo più giusto e più sostenibile. La manifestazione culturale che quest’anno s’incentrano sull’evento teatrale della ConCuranza francescana, come ogni anno vede una promozione corale di Pro Loco Coorporazione del Melograno, la Pro Rambona, la Cisl Marche, Assisi Strategic Forum, Club per l’Unesco Tolentino e Terre Maceratesi e il Cenacolo della Chef internazionale Najada Frasheri la quale realizzerà per l’evento un viaggio esperienziale dell’Anima verso il Cibo per tutti i sensi.

https://doi.org/10.5281/zenodo.18860365