di Mauro Alvisi ©

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L’economia della competizione sfrenata è crollata. Lo dicono i mercati, lo gridano le disuguaglianze, lo certifica l’abisso sotto i nostri piedi. Quel “superiore della non curanza” – l’indifferenza eretta a sistema – ci ha portati qui: profitti per pochi, deserti per tutti. Oggi serve un cambio di paradigma. Urgente. Vitale. Si chiama intelligenza sociale della ConCuranza.

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Non è utopia. È metodo. ConCuranza nasce dalla fusione di tre verbi che il capitalismo ha dimenticato: Condividere, Curare, Concorrere. Non più gare al ribasso, ma alleanze al rialzo. Non più predazione, ma cooperazione concurante. Un’intelligenza collettiva cooperante, un “Super-Noi” che sostituisce l’Io ipertrofico del profitto solitario.

Economia, finanza, impresa, scienza, cultura: ogni settore è chiamato a riscriversi. L’impresa non scala schiacciando, ma elevando la filiera. La finanza non scommette sul disastro, ma investe nella rigenerazione. La scienza non brevetta il sapere, lo mette in comune. È il passaggio dal PIL al BIL: Benessere Interno Lordo, misurato in fiducia, legami, tempo ritrovato.

Questo nuovo paradigma ha radici antiche. È la meditazione mediterranea dei popoli nativi, quella raccontata in Meditans: la cultura dello scambio accogliente contro la cultura del conflitto. Fenici, Greci, Arabi, Veneziani. Popoli che hanno costruito civiltà sui commerci, non sulle trincee. Sulla lentezza fertile del dialogo, non sulla velocità sterile della conquista. Il Mediterraneo non è un confine: è una piazza.

Adottare la ConCuranza significa tre azioni concrete:

E qui entra Francesco d’Assisi. Ottocento anni fa aveva già intuito tutto. Il Cantico delle Creature è il primo manifesto di ConCuranza: fratello sole, sorella acqua, sora morte corporale. Nessun dominio, solo relazione. Nessun padrone, solo custodi. Francesco rovesciò l’economia del suo tempo spogliandosi. Oggi dobbiamo spogliare il nostro modello: togliere l’avidità, rimettere la cura.

1. Tempo Lento. Reintrodurre la meditazione come infrastruttura economica. Decidere bene richiede silenzio, non algoritmi. Le crisi nascono dall’accelerazione cieca. 

2. Scambio Accogliente. Trasformare ogni contratto in patto. Dalla supply chain alla supply care: filiere che curano territori e persone, non solo margini. 

3. Super-Noi. Piattaforme cooperative, dati condivisi, utili redistribuiti. L’intelligenza è sociale o non è. L’AI senza ConCuranza diventa solo ignoranza automatizzata.


La competizione ci ha dato crescita senza sviluppo. La ConCuranza può darci sviluppo senza crollo. È la via d’uscita dall’abisso: smettere di correre da soli, cominciare a camminare insieme.

Francesco lo fece scalzo. Noi possiamo farlo con scarpe e imprese. Ma la direzione è quella: dall’Io che divora al Noi che cura. Dalla non curanza alla ConCuranza. 

Perché il futuro non si compete. Si condivide.