Dentro l’Infosfera n. 23 del 3 novembre 2026

In questo numero:

  • L’armare l’Intelligenza Artificiale (parte quarta – Russia): dalla nuova branca delle Truppe dei Sistemi Unmanned alla strategia nazionale di IA al 2030, dai sistemi semi-autonomi (Lancet, V2U, Molniya, Svod) ai prototipi quantistici e alle interfacce uomo-macchina. Un’analisi dell’approccio russo – centralizzato, dual-use e orientato alla sovranità sotto sanzioni – tra vantaggi operativi, rischi di perdita di controllo e interrogativi etici e ontologici.
  • AI AnthropoCosmic: un mese di dialogo (7-28 novembre 2026) promosso dall’Università Pontificia Salesiana e AIopenmind per orientare l’IA al servizio della persona, dell’ambiente e del cosmo. Seminari, AI Laboratori del Domani e convegno finale. Partecipazione gratuita. Tra i contributi: la relazione di Emanuele Iorio del 21 novembre sull’Infosfera come dominio cognitivo e il marketing dell’attenzione nell’era dell’IA.
  • Neuma Radio: la radio che ti vede (e che ascolta):«Respira, che la senti». Nasce a Milano il progetto di Carmina Gallucci e Michelangelo Tagliaferri: non una web radio tradizionale, ma uno spazio di ascolto e cura organizzato intorno alle Colonne del TRA (Corpo e Mente, Connessioni, Restart). Un’alternativa al rumore mediatico.

Cara Lettrice, caro Lettore,

benvenuti in questo nuovo appuntamento diDentro l’Infosfera.

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Il numero che avete tra le mani prosegue il percorso iniziato nelle scorse uscite sull’armamento dell’intelligenza artificiale. Dopo aver attraversato le traiettorie cinese, americana e israeliana, guardiamo ora alla Russia: un modello fortemente centralizzato, forgiato dalla pressione di una guerra di alta intensità e orientato alla sovranità tecnologica sotto sanzioni. Sistemi unmanned, computer vision al bordo tattico, prototipi quantistici e interrogativi etici si intrecciano con l’appello di Papa Leone XIV, nellaMagnifica Humanitas, a “disarmare” l’IA invece di armarla.

Accanto all’analisi principale trovate tre segnali di direzione diversa e complementare: il progettoAI AnthropoCosmic, che a novembre mette in dialogo università, imprese e istituzioni intorno a un’IA al servizio della persona, dell’ambiente e del cosmo;Neuma Radio, una proposta che sceglie il silenzio e l’ascolto come forma di resistenza al rumore mediatico.

Buona lettura.


L’armare l’Intelligenza Artificiale: evoluzione tecnologica, fisica quantistica e riflessioni sul dominio cognitivo-militare russo (parte quarta – Russia)

Il 25 maggio 2026 Papa Leone XIV ha presentato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale . Nel solco del capitolo Tecnica e dominio , e in modo ancor più esplicito nel discorso di presentazione,il Pontefice invita non ad “armare” ma a “disarmare” l’IA:sottrarla alle logiche di competizione che la trasformano in strumento di dominio, esclusione o morte, restituendo priorità alla coscienza e alla responsabilità umana. Questo richiamo magisteriale illumina anche la traiettoria russa, che pure si distingue per un carattere fortemente centralizzato, orientato alla sovranità tecnologica e modellato dall’esperienza di una guerra di alta intensità prolungata.

L’evoluzione convergente di intelligenza artificiale, sistemi autonomi, interfacce uomo-macchina e tecnologie quantistiche sta ridefinendo il concetto di dominio nella guerra contemporanea. Il terreno di confronto non è più circoscrivibile alle dimensioni classiche, ma si estende al dominio cognitivo e al bordo tattico, dove percezione, selezione del bersaglio e azione semi-autonoma diventano oggetti di competizione strategica.La Russia ha fatto di questa transizione un asse prioritario della propria strategia nazionale di sviluppo dell’IA, aggiornata con decreto presidenziale e con orizzonte al 2030, e del nuovo programma di armamenti, integrando risorse statali, industria della difesa (Rostec e conglomerati correlati), Fondazione per le Ricerche Avanzate e un ecosistema di innovazione dual-use.Diversamente dal modello di fusione militare-civile cinese, dalla partnership pubblico-privata americana o dall’operativizzazione continua israeliana, l’approccio russo privilegia applicazioni ristrette e immediatamente spendibili sul campo (computer vision, navigazione autonoma, guidance terminale) piuttosto che i modelli frontier generalisti, costruendo un ecosistema sovrano capace di scalare sotto sanzioni e sotto pressione operativa.

L’evoluzione tecnologica: sistemi autonomi, sciami e il bordo tattico

Le capacità di intelligenza artificiale militare russe si concentrano prioritariamente sui sistemi unmanned.Alla fine del 2025 è stata istituzionalizzata una nuova branca delle Forze Armate – le Truppe dei Sistemi Unmanned – con la nomina del primo comandante nel 2026, Denis Lyamin, annunciata da Putin nell’agosto 2026 . I droni, secondo stime operative, svolgono fino all’80% delle missioni di fuoco; la produzione di FPV e di piattaforme d’attacco (Geran e varianti derivate) è stata portata a scale industriali senza precedenti.Sistemi come Lancet (ZALA/Kalashnikov) e piattaforme V2U recuperate sul campo mostrano l’inserimento di computer onboard (spesso basati su architetture commerciali adattate) capaci di riconoscimento visivo, navigazione in ambienti denied e, in alcuni casi documentati, di selezione e ingaggio autonomo del bersaglio dopo la perdita del collegamento con l’operatore.La versione export del sistema Lancet-E, presentata nel 2026, integra algoritmi di machine vision a bordo del UAV da ricognizione Z-16E per rilevare, identificare e tracciare bersagli in tempo reale . Secondo fonti ucraine, i droni russi V2U e Molniya utilizzerebbero computer a scheda singola NVIDIA Jetson Nano e reti neurali YOLO di quinta generazione per la navigazione autonoma basata su immagini e la ricerca di bersagli senza segnali di navigazione satellitare.L’obiettivo dichiarato è la “functional independence at the tactical edge”: non un’autonomia generale, ma funzioni ristrette di AI incorporate direttamente nelle piattaforme per mantenere l’efficacia sotto jamming e in condizioni di contestazione dello spettro.

A queste capacità si affiancano software di gestione del campo di battaglia e di integrazione ricognizione-fuoco, come il complesso Svod, che comprime i tempi dal rilevamento all’impatto e collega feed video, telemetria e unità di artiglieria. Il Ministero della Difesa ha avviato la raccolta centralizzata di dataset di combattimento e la creazione di “vetrine dati” per addestrare reti neurali; istituti come GosNIIAS, secondo fonti aperte, fornirebbero piattaforme e dataset condivisi all’industria della difesa per accelerare l’addestramento di reti convoluzionali su immagini di bersagli reali, come nel caso del sistema Mushtra-E per il riaddestramento localizzato di modelli di computer vision . L’industria di Stato (Rostec e controllate come Kalashnikov/ZALA, KRET; Almaz-Antey; nuovi attori specializzati in droni) integra queste funzioni in una catena di produzione e aggiornamento continuo alimentata dall’esperienza del fronte.

Le interfacce cervello-macchina restano, nelle fonti aperte, più orientate alla riabilitazione dei feriti e alla ricerca civile/medica (algoritmi di decodifica di segnali cerebrali, interfacce per protesi e neuroplasticità).Esistono tuttavia programmi e letteratura accademica e reportistica di settore che colloca la Russia tra i paesi che indagano applicazioni dual-use e potenziali usi militari di BCI, in parallelo con le ricerche su monitoring cognitivo e protezione degli operatori. L’enfasi dominante rimane tuttavia sull’autonomia delle piattaforme piuttosto che sulla fusione neurale diretta uomo-macchina.

Sul fronte quantistico, la Russia ha raggiunto prototipi di computer quantistici a atomi neutri: nel dicembre 2025, il gruppo del Centro di Tecnologie Quantistiche dell’Università di Mosca, nell’ambito della roadmap quantistica coordinata da Rosatom, ha portato a 72 qubit la dimensionalità di un prototipo su atomi neutri di rubidio, con un’architettura a tre zone (memoria, interazione, lettura) e una fedeltà delle operazioni a due qubit del 94%. Gli sforzi includono anche componenti dual-use per sensoristica: nel settembre 2026 il gruppo Shvabe ha presentato matrici SWIR a punti quantici colloidali per imaging da 0,4 a 2,0 micrometri, potenzialmente applicabili a droni per navigazione all-weather.La maturità operativa del quantum sensing militare resta, nelle fonti aperte, meno avanzata rispetto ad altri attori, ma rientra nelle priorità di sovranità tecnologica e di resistenza alle interferenze.

Vantaggi strategici e rischi strutturali

Armare l’intelligenza artificiale, in questo contesto, significa conferire agency semi-autonoma a migliaia di piattaforme a basso costo e integrare funzioni di percezione e decisione al bordo tattico.I vantaggi strategici sono evidenti e già misurati sul campo: saturazione dello spazio di battaglia, riduzione dell’esposizione del personale, compressione del ciclo kill-chain, resilienza al jamming e capacità di mantenere un volume di fuoco elevato.La dottrina e la pratica russa orientano queste capacità verso una forma di guerra unmanned massiva e verso sistemi di supporto decisionale che amplificano la consapevolezza situazionale senza sostituire formalmente l’autorità del comandante umano.Il sistema Svod, in particolare, automatizza il ciclo “rilevamento-reazione-colpimento” coordinando sensori, guerra elettronica e mezzi di fuoco, con moduli dedicati alla soppressione delle frequenze di controllo dei droni avversari .

A questi vantaggi si contrappongono rischi di rilievo comparabile. Il primo riguarda la perdita di controllo e gli errori di targeting autonomo o semi-autonomo, con incidenti documentati che hanno coinvolto civili. Il secondo attiene alla dipendenza da componenti e modelli aperti o commerciali (anche sotto sanzioni) e ai limiti strutturali di compute e semiconduttori avanzati, che la strategia nazionale cerca di colmare con obiettivi ambiziosi di supercomputer e produzione domestica. Il terzo riguarda l’escalation cognitiva e la normalizzazione di sistemi che selezionano e agiscono con gradi crescenti di indipendenza funzionale. Sul piano etico e di governance, le dichiarazioni ufficiali insistono sul ruolo di supporto dell’IA e sul controllo umano; la pressione della guerra di alta intensità rende tuttavia questa garanzia più fragile e accelera la tendenza a spingere l’autonomia laddove produce effetti operativi immediati.

Riflessione ontologica

Da questa traiettoria emergono interrogativi ancora privi di risposta condivisa: a partire da quale soglia un sistema di targeting o di navigazione autonoma può essere considerato moralmente responsabile delle proprie azioni? Se la massificazione di piattaforme semi-autonome rappresenti una diluizione dell’umanità del combattente oppure una sua protezione attraverso la robotizzazione dei processi più pericolosi?Se, in un contesto di saturazione di droni e di dataset di combattimento continuamente aggiornati, possa ancora sussistere un margine di sorprendibilità strategica o un momento di arresto deliberato del ciclo kill-chain per valutazione morale.

La Russia sta costruendo un ecosistema integrato che privilegia l’applicazione ristretta e scalabile dell’intelligenza artificiale ai sistemi unmanned, con obiettivi di sovranità computazionale e quantistica a più lungo termine. Di fronte a questa traiettoria – e a quelle cinese, americana e israeliana descritte nelle parti precedenti – emerge con chiarezza che queste tecnologie non sono neutrali.Armare l’intelligenza artificiale significa, in ultima analisi, armare la percezione stessa della realtà e accelerare il passaggio da piattaforme teleoperate a sistemi capaci di proseguire la missione anche quando il legame umano si interrompe.Si tratta di un’evoluzione che non è soltanto tecnica, ma propriamente ontologica: una trasformazione che ridefinisce cosa significhi “essere” e “decidere” all’interno di un contesto di guerra prolungata.

Tra l’appello di Leone XIV a disarmare l’intelligenza artificiale e la corsa, in tutti i teatri, a renderla sempre più capace di dominare percezione, decisione e azione – in Russia sotto la pressione di una guerra di alta intensità e di una logica di sovranità tecnologica – si apre lo spazio critico in cui la riflessione resta aperta.La partita non è tecnica: è una questione di disciplina, di domande ultime e di quale immagine di sé l’umanità sceglie di depositare nello specchio più potente e più rapidamente operativizzato che abbia mai costruito.

Note e riferimenti bibliografici

Documenti e programmi istituzionali

  • Lettera Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, firmata il 15 maggio 2026 e presentata il 25 maggio 2026 ; discorso di presentazione del Pontefice, Aula del Sinodo, 25 maggio 2026, con l’invito esplicito a “disarmare” l’IA .
  • Capitolo terzo Tecnica e dominio. La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’IA, con il riferimento al n. 110 sull’”disarmare” l’IA .
  • Decreto presidenziale e Strategia nazionale di sviluppo dell’IA aggiornata con orizzonte al 2030 (capacità di supercomputer AI, priorità a infrastrutture, elettronica domestica, dati) .
  • Istituzione delle Truppe dei Sistemi Unmanned (fine 2025 – 2026) e nomina del comandante Denis Lyamin, annunciata da Putin il 5 agosto 2026 .

Sistemi autonomi e AI applicata

  • Analisi CSIS su ecosistema russo di droni e AI (aprile 2026): distinzione tra piattaforme convenzionali e sistemi genuinamente semi-autonomi, ruolo di GosNIIAS e del sistema Mushtra-E per il riaddestramento di reti neurali, valutazione scettica sulle capacità di sciame del progetto Grom .
  • Sistema Lancet-E con algoritmi di machine vision a bordo del Z-16E per rilevamento, identificazione e tracciamento automatico in tempo reale, presentato ad AAD 2026 in Sudafrica .
  • Droni V2U e Molniya con computer NVIDIA Jetson Nano e reti YOLO v5 per navigazione autonoma e ricerca di bersagli senza GNSS, secondo il consigliere presidenziale ucraino Serhiy Beskrestnov (”Flash”) .
  • Sistema Svod: piattaforma software-hardware per il comando tattico che integra ricognizione, operatori di droni, artiglieria e guerra elettronica, automatizzando il ciclo “rilevamento-reazione-colpimento” .
  • Industria e ecosistema
  • Rostec e controllate (Kalashnikov/ZALA Aero, KRET), Almaz-Antey, nuovi attori specializzati in unmanned systems.
  • GosNIIAS: ruolo nella ricerca e sviluppo per l’aviazione e i sistemi di difesa, mantenimento del database Neuroset per addestramento di reti neurali (elaborazione immagini, classificazione, rilevamento oggetti, segmentazione semantica) .
  • Sforzi di sovranità su chip, data center e modelli aperti adattati (YOLO e architetture commerciali/open-weight) sotto regime di sanzioni .
Quantum e interfacce
  • Prototipo di computer quantistico a 72 qubit su atomi neutri di rubidio, Università di Mosca e Rosatom, dicembre 2025, architettura a tre zone, fedeltà a due qubit del 94% .
  • Matrici SWIR a punti quantici colloidali (Shvabe, settembre 2026) per imaging da 0,4 a 2,0 micrometri, con potenziali applicazioni a droni per navigazione all-weather .
  • Ricerche su interfacce cervello-computer orientate principalmente a riabilitazione e decodifica di segnali neurali; riferimenti in letteratura accademica e reportistica di settore a interessi dual-use.

Dottrina e letteratura strategica

  • Analisi su AI militare russa ristretta vs. frontier models (CSIS, 2026; letteratura RUSI e Strategy International 2025-2026).
  • Discussioni su swarming, saturazione del campo di battaglia e rischi di perdita di controllo umano in contesti di alta intensità .
  • Fonti aperte su incidenti di targeting autonomo e dibattiti etici correlati.

Nota metodologica

I riferimenti si basano su fonti aperte (documenti di policy, reportistica di think tank, dichiarazioni ufficiali e inchieste) disponibili alla data di redazione. Le informazioni relative a gradi di autonomia e a incidenti operativi riflettono analisi tecniche e resoconti pubblici; dove le fonti divergono sul livello esatto di indipendenza dei sistemi, si è mantenuta una formulazione critica e aperta coerente con lo stile dell’analisi complessiva. In particolare, le valutazioni sulle capacità di sciame e di autonomia piena dei sistemi russi sono presentate con cautela alla luce delle conclusioni di reportistica indipendente che segnala l’assenza di conferme verificabili sull’impiego operativo di tali capacità .